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TOR è uno strumento per proteggere e dare più sicurezza alle persone e alle aziende che usano Internet. Tor rende anonimi la navigazione e la pubblicazione su internet, l’instant messaging, IRC, SSH e molto altro. Inoltre, Tor offre una piattaforma su cui gli sviluppatori di software possono costruire nuove applicazioni sfruttandone le caratteristiche di anonimato, protezione e sicurezza.

Tor serve a proteggere contro l’analisi del traffico, una forma di sorveglianza della rete che minaccia la privacy e l’anonimato personale, i rapporti d’affari e le attività confidenziali, la sicurezza dello stato. Con Tor le comunicazioni vengono indirizzate attraverso una rete distribuita di server, chiamati onion router, che proteggono l’utente dalla profilazione dei siti web, o da intercettazioni locali che, controllando il traffico dei dati, possono capire quali siti vengono visitati.

La sicurezza di Tor migliora quanti più utenti lo usano e e quanti più volontari offrono di gestire un server. Si può contribuire volontariamente offrendo il proprio tempo oppure offrendo la propria banda. Ricorda che Tor è sofware sperimentale e non è consigliabile affidarsi all’attuale rete Tor se si ha realmente bisogno di anonimato forte.

Skyphax, servizio offerto da Eutelia in abbinamento all’offerta VoIP Skypho, dà la possibilità di ricevere gratuitamente un numero illimitato di fax.

In questi ultimi giorni abbiamo cominciato a segnalare le offerte legate al mondo della telefonia IP che abbiamo scovato scandagliando la rete. Abbiamo già parlato di telefonate e SMS: oggi parliamo di fax.

Nonostante la diffusione della posta elettronica ne abbia reso l’utilizzo molto meno frequente di un tempo, può ancora capitare, per mille ragioni, che ci chiedano a che numero poterci inviare un fax. Grazie a Skyphax, servizio offerto dal provider Eutelia, possiamo superare questo problema senza doverci portare in casa un apparecchio fax.

Registrandosi gratuitamente sul sito di Skyphax, si ha infatti la possibilità di scegliere un numero geografico nazionale al quale associare uno, o più, indirizzi e-mail. I fax inviati al numero assegnatoci verranno quindi automaticamente inoltrati all’indirizzo che abbiamo fornito, come allegati in formato .jpg, .tiff o .pdf.

Oltre al vantaggio, non indifferente, di sollevarci dalla necessità di acquistare fisicamente un fax, la grande comodità di un servizio come Skyphax sta nel poter ricevere messaggi inviati via fax ovunque si abbia a disposizione una connessione internet, semplicemente accedendo alla nostra casella email.

Il servizio, in ricezione, è totalmente gratuito, senza alcuna limitazione riguardante il numero di pagine/mese. Per inviare fax, invece, la tariffa base è di circa 1.8 centesimi al minuto.
Un’ultima avvertenza: se scegliete di utilizzare il servizio solamente in ricezione, e quindi senza caricare credito sul proprio account Skypho, state attenti a quanto tempo è passato dalla ricezione dell’ultimo fax: dopo 90 giorni di inattività, infatti, gli account gratuiti vengono automaticamente disattivati.

Faxator, il servizio tutto italiano dedicato all’invio di fax via e-mail, permette di inviare gratuitamente un numero quasi illimitato di fax.

E’ possibile ottenere un numero di fax e ricevere i messaggi direttamente sul proprio PC come allegati e-mail. Il tutto senza alcun costo e, soprattutto, senza il bisogno di essere in possesso di un apparecchio fax.

Può capitare, tuttavia, di avere l’esigenza contraria, ovvero di dover non ricevere, ma inviare un fax. Anche in questo caso la rete ci viene incontro, offrendoci un servizio che consente di far fronte a questa evenienza in modo semplice e assolutamente gratuito.
Stiamo parlando di Faxator, un servizio completamente italiano, on-line da circa un anno e che sta riscuotendo un successo sempre maggiore tra gli utenti del Web. La procedura di registrazione è abbastanza lineare: dalla homepage del sito si crea un account Faxator fornendo indirizzo e-mail, password e numero di cellulare. Una volta compilati questi campi si ricevono nella propria casella e-mail tre messaggi:

  • uno contenente un codice di attivazione personale, che deve essere ri-inviato ad un numero indicato nella e-mail stessa via SMS, al costo di 12 centesimi. Questa è l’unica (modesta) spesa necessaria per poter utilizzare i servizi Faxator
  • uno contenente la conferma dell’avvenuta registrazione
  • uno contenente il certificato di sicurezza personale, una sorta di chiave di verifica, che deve essere scaricato e salvato sul proprio computer

Una volta completata la fase di registrazione ed attivato ufficialamente l’account siamo pronti ad inviare i nostri fax. Per farlo, è sufficiente inviarli via e-mail al gateway predefinito di Faxator, dal quale sono smistati automaticamente verso i destinatari, il cui numero deve essere indicato nell’oggetto del messaggio di posta elettronica.

Il testo del fax invece deve essere allegato, in uno dei formati supportati (Word, EXCEL, WORKS, RTF, PDF, JPG o GIF) alla mail, così come il certificato di sicurezza personale di cui abbiamo appena parlato.

Inoltre, per gli utenti Mac che utilizzano OS X Tiger o più recente, è disponibile un comodo widget, scaricabile direttamente dal sito della Apple, che consente di usare i servizi Faxator direttamente da Dashboard.

Il servizio è decisamente valido, anche se, per sfruttarlo al meglio, è buona norma tenere a mente alcune piccole limitazioni:

  • il servizio di invio fax è attivo nei giorni feriali, dalle 8 alle 20. I fax inviati al di fuori di questi orari verranno inoltrati al destinatario il successivo giorno utile alle 8;
  • con Faxator è possibile inviare fino a 20 fax al giorno. Tutti i fax fuoriquota che si tenta di mandare comunque non saranno inviati;
  • in calce ad ogni messaggio inviato compare un breve messaggio pubblicitario, che invita i destinatari dei nostri fax a utilizzare i servizi Faxator. Piccole limitazioni che non influenzano di certo la bontà dell’offerta di Faxator

http://www.faxator.com/

qui abbiamo una descrizione
e qui tante immagini
Sembra che vi si possa installare anche Skype (ha anche HSDPA a 3,8 Mb/s)
Ora mi domando: Perchè non deve essere impossibile installarvi anche ArchByNET / Mobile per archiviare i Video o le Foto in remoto ?

Il team di sviluppo di Windows Live Folders, nuova soluzione di hosted consumer storage di Microsoft lanciata in beta chiusa a fine Giugno, ha pubblicato un intervento sul blog ufficiale del progetto annunciando l’introduzione delle anteprime delle foto nella prossima release del servizio, e l’estensione del programma beta nelle prossime settimane.

Dal blog ufficiale del Windows Live Folders Team: “Grazie per aver trovato il tempo di inviarci i vostri commenti durante gli scorsi giorni. Siamo stati meravigliati dall’eccitazione ed dall’entusiasmo per Windows Live Folders! Per coloro che sono intervenuti, sappiate che vi stiamo ascoltando, e che stiamo già programmando l’integrazione di alcuni aggiornamenti in base al vostro feedback … In arrivo a breve per tutti le cartelle … le anteprime delle foto per i vostri file immagine! Per coloro che non hanno avuto l’opportunità di registrare un account, abbiate fiducia. Stiamo programmando di estendere la beta nelle prossime settimane. Se volete inviarci feedback più specifico o segnalare un bug, visitate la pagina dedicata al feedback”.

Windows Live Folders è una soluzione di hosted consumer storage destinata a competere con Xdrive di AOL, Box.net, e con molte altre startup in questo mercato (e forse con la chiacchierata soluzione di Google, in codice “Platypus”). La partecipazione al programma beta per il nuovo servizio di storage in-the-cloud del colosso di Redmond era stata limitata alle prime 5.000 registrazioni, e ristretta al mercato statunitense (per accedere al sito era necessario eventualmente modificare le impostazioni di localizzazione in EN-US).

Attualmente le registrazioni al programma sono state chiuse ma è comunque possibile registrarsi alla “waiting list”. Ricordiamo inoltre che è possibile accedere ad una overview del servizio sulla pagina dedicata ed accedere al supporto su Windows Live Help.
Dopo le numerose indiscrezioni su un servizio di online storage in sviluppo presso in colosso di Redmond, in codice “Live Drive”, a Maggio Microsoft ha finalmente svelato il progetto: Windows Live Folders: “File storage online protetto da password. Sempre disponibile dove ne hai bisogno”.

Microsoft offre inizialmente 500 MB di spazio per salvare “in the cloud” file personali, pubblici o condivisi (con un massimo di ~50MB per ciascun file). Live Folders permette di caricare i propri file “in the cloud”, consentendo di accedervi tramite un browser internet (Firefox o IE).
Live ID viene sfruttato per limitare l’accesso ai file caricati, permettendo di renderli privati, pubblici o condividerli con i propri contatti.

  • Personal: Usate le cartelle personali (predefinite Documents, Music, Pictures) per eseguire il backup di file importanti di vostra esclusiva; Accedete ai vostri file da qualsiasi computer con accesso ad Internet eseguendo il sign-in con il vostro Windows Live ID.
  • Shared: Le cartelle condivise rendono facile collaborare con colleghi e compagni di lavoro; Potete decidere quanto controllo ciascuna persona avrà su ciascuna cartella condivisa. Alcuni potranno solo leggere i dati, altri potranno aggiungere ed eliminare file; Ogni utente in sharing usa il proprio Windows Live ID.
  • Public: Con le cartelle pubbliche, chiunque su Internet può vedere i vostri file ma non li può modificare; Se volete mostrare i vostri file pubblici agli altri inviategli semplicemente un link, ciascuna cartella e ciascun file ha il proprio indirizzo web.

Segnaliamo che negli ultimi giorni hanno fatto la loro comparsa in rete i primi link pubblici a file che sfruttano il nuovo servizio per l’hosting (es: la preview release del SDK di Microsoft Silverlight 1.0).

Infine ricordiamo che Live Folders sarà sfruttato da Live OneCare 2.0, la prossima versione del suo software di sicurezza e cura del PC, per la nuova funzione di Online Photo Backup. Link per provare Windows Live Folders:https://folders.live.com/home.aspx

Posted by Picasa

http://showmypc.com/ è un nuovo software OpenSource che permette di controllare in modo remoto un computer.

Si tratta di un servizio di controllo remoto formato da due software:

  • “Show my Pc to remote user” e
  • “View a remote Pc”.

Sul computer che fa da server (cioè quello che l’utente vuole visualizzare) si dovrà eseguire il primo software, che genererà anche una password. L’utente che vorrà accedere a quel computer, invece, dovrà semplicemente far partire il secondo software e inserire la password. Tutto qua. L’applicazione sfrutta server SSH per connettersi in tutta sicurezza.

un’altro sito che fa un lavoro di scambio dei dati gratis (ha raggiunto già i 3 Mil. di registrazioni)

http://www.facebook.com/about.php

pubblicato da Cristian

Molti servizi web utilizzano il sistema degli inviti per limitare il numero di utenti nelle fasi di messa a punto del servizio, per evitare carichi troppo elevati su infrastrutture non pronte a reagire ad un improvviso, ma quantomai atteso, picco di utenti: inoltre il picco di utenza di molti servizi avviene proprio nei primi giorni, quando tutti vogliono provarlo.

Altri invece utilizzano il sistema degli inviti per dare un senso di esclusività alla cosa, rendendo il passaparola e la ricerca di un invito uno strumento promozionale: per Pownce si è tornati a vedere quello che succedeva per Gmail, cioè gli annunci su eBay che vendevano inviti.

InviteShare è invece il posto in cui mettere a disposizione di tutti gli inviti che possediamo in quanto utenti di un servizio: questa “altruistica” operazione ci potrà poi far salire nella classifica per ottenere altri inviti per servizi che ci interessano.
Perché il significato di quel 2.0 sia sempre condivisione, socialità e divertimento.

un nuovo sistema di sicurezza per l’archiviazione dati ed eviterà che preziose informazioni raccolte in anni di lavoro vadano perse a causa della rottura di un computer. Come? Semplicemente non salvando tutti i dati sullo stesso PC, ma spezzettandoli e archiviandone i frammenti sui calcolatori collegati alla rete.

Leggo da Technology-Review

Inversione di rotta
Preservare la sicurezza dei dati può essere altrettanto difficile che trasmetterli: chiedetelo a chiunque abbia lasciato un PDA sul treno o abbia avuto un blocco del disco rigido. Ciò che serve, dice John Kubiatowicz, un informatico di Berkeley, è un sistema per diffondere i dati in modo da non doverli trasportare fisicamente, che sia sempre disponibile, non soggetto a perdite o distruzione e inaccessibile alle persone non autorizzate.

Queste qualità sono presenti in OceanStore, un sistema di memorizzazione distribuita che è stato sperimentato anche su PlanetLab. OceanStore cifra i files – siano appunti o altri documenti, documentazione finanziaria o foto digitali, musica o videoclip – poi li suddivide in frammenti sovrapposti. Il sistema sposta continuamente i frammenti e li duplica su nodi diffusi in tutto il mondo. Il file originario può essere ricostruito anche con un sottoinsieme dei frammenti; pertanto è virtualmente indistruttibile, anche se viene meno qualche nodo locale. I nodi di PlanetLab possiedono generalmente una memoria che consente ad alcune centinaia di persone di archiviare la propria documentazione su OceanStore, spiega Kubiatowicz.

Per archiviare i dati di tutti gli utenti sarebbero probabilmente necessari milioni di nodi. L’obiettivo di Kubiatowicz è produrre software capace di gestire centomila miliardi di files o 10.000 files per ognuno dei 10 miliardi di abitanti del pianeta.

Per seguire le tracce dei dati distribuiti, OceanStore assegna ai frammenti di ogni singolo file il codice identificativo, un numero molto lungo chiamato Globally Unique Identifier. Quando un utente vuole ritrovare il file, il suo computer dice al nodo con OceanStore di cercare le copie più vicine dei frammenti con quel determinato ID e di metterli insieme.
La privacy e la sicurezza sono incorporate. Un utente alla ricerca del file deve prima fornire una chiave che è stata generata usando i tradizionali metodi di cifratura e memorizzata in un’area del suo personal computer protetta da una password. Questa chiave è composta di così tante cifre da risultare praticamente impossibile per altri indovinarla e ottenere un accesso non autorizzato. La chiave garantisce l’accesso alle directories di OceanStore che correlano i nomi in forma leggibile (per esempio, internet.draft) ai codici identificativi del frammento.

I codici ID sono poi usati per ricercare con OceanStore le copie più vicine dei frammenti necessari, che vengono di nuovo assemblati e decrittati. C’è anche un ulteriore livello di protezione: i codici ID sono generati dai contenuti dei dati al momento in cui sono stati salvati usando una funzione crittografica sicura. Come le chiavi cifrate, i codici sono talmente lunghi (160 cifre binarie) che anche i più avanzati supercomputer attuali non riescono a indovinarli o contraffarli. Pertanto se i dati recuperati da OceanStore hanno un ID inalterato, l’utente può essere sicuro che questi dati non sono stati cambiati o alterati.

Kubiatowicz vorrebbe che OceanStore diventasse una utility come il DSL o un servizio di Internet cablato, con i consumatori che pagano un accesso mensile. «Ipotizziamo che siete appena tornati da un viaggio e abbiate una macchina fotografica digitale piena di foto», egli dice. «Una possibilità è scaricare queste immagini sul computer domestico o registrarle su un CD. Una seconda opzione è mettere queste immagini in OceanStore. È sufficiente copiarle in una parte del vostro disco rigido e i dati vengono replicati efficacemente su scala globale». Questa opzione potrebbe essere disponibile entro 3-5 anni, sostiene Kubiatowicz, ma nel frattempo devono accadere almeno due cose. In primo luogo, il suo gruppo deve produrre versioni più solide del codice di OceanStore. In secondo luogo, qualcuno deve garantire abbastanza nodi da allargare il sistema fino a una scala utile. Questo qualcuno sarà probabilmente un’azienda privata interessata a entrare nel settore della memoria distribuita, prevede Kubiatowicz. «Immagino che OceanStore possa diventare il primo investimento della prossima startup come Hotmail», egli conclude.

Oltre a garantire una memorizzazione distribuita e sicura, OceanStore probabilmente renderà ogni computer simile al vostro personal. Al suo prossimo livello di sviluppo, esso potrà memorizzare tutto il vostro ambiente di lavoro – il PC da tavolo, più tutte le applicazioni e i documenti che avete aperto – in rete e ricostruirlo dietro richiesta, da qualsiasi terminale Internet. Questo tipo di capacità potrebbe essere utile a un uomo d’affari sempre in viaggio, al medico che ha bisogno di consultare immediatamente una cartella clinica o a un fornitore che vuole controllare un documento. Diverse aziende sono impegnate a raggiungere questo obiettivo. Intel lo chiama Internet Suspend/Resume e i ricercatori di Sun stanno sperimentando differenti approcci alla «mobilità del desktop». Ma PlanetLab potrebbe fornire l’infrastruttura che rende possibile questa tecnologia, offrendo uno strumento per gestire le grandi quantità di dati – forse decine di gigabyte – richieste dagli utenti dei personal computer.