un nuovo sistema di sicurezza per l’archiviazione dati ed eviterà che preziose informazioni raccolte in anni di lavoro vadano perse a causa della rottura di un computer. Come? Semplicemente non salvando tutti i dati sullo stesso PC, ma spezzettandoli e archiviandone i frammenti sui calcolatori collegati alla rete.

Leggo da Technology-Review

Inversione di rotta
Preservare la sicurezza dei dati può essere altrettanto difficile che trasmetterli: chiedetelo a chiunque abbia lasciato un PDA sul treno o abbia avuto un blocco del disco rigido. Ciò che serve, dice John Kubiatowicz, un informatico di Berkeley, è un sistema per diffondere i dati in modo da non doverli trasportare fisicamente, che sia sempre disponibile, non soggetto a perdite o distruzione e inaccessibile alle persone non autorizzate.

Queste qualità sono presenti in OceanStore, un sistema di memorizzazione distribuita che è stato sperimentato anche su PlanetLab. OceanStore cifra i files – siano appunti o altri documenti, documentazione finanziaria o foto digitali, musica o videoclip – poi li suddivide in frammenti sovrapposti. Il sistema sposta continuamente i frammenti e li duplica su nodi diffusi in tutto il mondo. Il file originario può essere ricostruito anche con un sottoinsieme dei frammenti; pertanto è virtualmente indistruttibile, anche se viene meno qualche nodo locale. I nodi di PlanetLab possiedono generalmente una memoria che consente ad alcune centinaia di persone di archiviare la propria documentazione su OceanStore, spiega Kubiatowicz.

Per archiviare i dati di tutti gli utenti sarebbero probabilmente necessari milioni di nodi. L’obiettivo di Kubiatowicz è produrre software capace di gestire centomila miliardi di files o 10.000 files per ognuno dei 10 miliardi di abitanti del pianeta.

Per seguire le tracce dei dati distribuiti, OceanStore assegna ai frammenti di ogni singolo file il codice identificativo, un numero molto lungo chiamato Globally Unique Identifier. Quando un utente vuole ritrovare il file, il suo computer dice al nodo con OceanStore di cercare le copie più vicine dei frammenti con quel determinato ID e di metterli insieme.
La privacy e la sicurezza sono incorporate. Un utente alla ricerca del file deve prima fornire una chiave che è stata generata usando i tradizionali metodi di cifratura e memorizzata in un’area del suo personal computer protetta da una password. Questa chiave è composta di così tante cifre da risultare praticamente impossibile per altri indovinarla e ottenere un accesso non autorizzato. La chiave garantisce l’accesso alle directories di OceanStore che correlano i nomi in forma leggibile (per esempio, internet.draft) ai codici identificativi del frammento.

I codici ID sono poi usati per ricercare con OceanStore le copie più vicine dei frammenti necessari, che vengono di nuovo assemblati e decrittati. C’è anche un ulteriore livello di protezione: i codici ID sono generati dai contenuti dei dati al momento in cui sono stati salvati usando una funzione crittografica sicura. Come le chiavi cifrate, i codici sono talmente lunghi (160 cifre binarie) che anche i più avanzati supercomputer attuali non riescono a indovinarli o contraffarli. Pertanto se i dati recuperati da OceanStore hanno un ID inalterato, l’utente può essere sicuro che questi dati non sono stati cambiati o alterati.

Kubiatowicz vorrebbe che OceanStore diventasse una utility come il DSL o un servizio di Internet cablato, con i consumatori che pagano un accesso mensile. «Ipotizziamo che siete appena tornati da un viaggio e abbiate una macchina fotografica digitale piena di foto», egli dice. «Una possibilità è scaricare queste immagini sul computer domestico o registrarle su un CD. Una seconda opzione è mettere queste immagini in OceanStore. È sufficiente copiarle in una parte del vostro disco rigido e i dati vengono replicati efficacemente su scala globale». Questa opzione potrebbe essere disponibile entro 3-5 anni, sostiene Kubiatowicz, ma nel frattempo devono accadere almeno due cose. In primo luogo, il suo gruppo deve produrre versioni più solide del codice di OceanStore. In secondo luogo, qualcuno deve garantire abbastanza nodi da allargare il sistema fino a una scala utile. Questo qualcuno sarà probabilmente un’azienda privata interessata a entrare nel settore della memoria distribuita, prevede Kubiatowicz. «Immagino che OceanStore possa diventare il primo investimento della prossima startup come Hotmail», egli conclude.

Oltre a garantire una memorizzazione distribuita e sicura, OceanStore probabilmente renderà ogni computer simile al vostro personal. Al suo prossimo livello di sviluppo, esso potrà memorizzare tutto il vostro ambiente di lavoro – il PC da tavolo, più tutte le applicazioni e i documenti che avete aperto – in rete e ricostruirlo dietro richiesta, da qualsiasi terminale Internet. Questo tipo di capacità potrebbe essere utile a un uomo d’affari sempre in viaggio, al medico che ha bisogno di consultare immediatamente una cartella clinica o a un fornitore che vuole controllare un documento. Diverse aziende sono impegnate a raggiungere questo obiettivo. Intel lo chiama Internet Suspend/Resume e i ricercatori di Sun stanno sperimentando differenti approcci alla «mobilità del desktop». Ma PlanetLab potrebbe fornire l’infrastruttura che rende possibile questa tecnologia, offrendo uno strumento per gestire le grandi quantità di dati – forse decine di gigabyte – richieste dagli utenti dei personal computer.