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Interessante questa intervista sia per il suo contenuto che per modo: Intervista
Altre informazioni utili su Wikipedia
e qui la biblioteca per vedere dove si compra un Libro/Manuale etc.

Nel 2005 Microsoft ha acquistato FolderShare

I file importanti sempre a portata di mano, ovunque.
Tutte le modifiche apportate ai file vengono sincronizzate automaticamente tra i computer collegati, in modo da consentire l’accesso agli ultimi documenti, foto, e file.FolderShare can not transfer files larger than 2GB. There is a maximum of 10,000 files per library, and you may create up to 10 libraries.

How much does FolderShare cost?
The is no charge to use FolderShare – it is free !

FolderShare è sicuro?
FolderShare è un sistema peer-to-peer sicuro. Solo l’utente e i membri invitati possono visualizzare o accedere ai file nella libreria di FolderShare. FolderShare codifica tutti i file e i messaggi scambiati sulla nostra rete per assicurare la privacy degli utenti. Tutte le comunicazioni P2P su FolderShare vengono autenticate tramite RSA e codificate tramite AES su SSL.FolderShare non supporta attualmente le unità mappate in rete

Nota: ArchByNET archivia e garantisce l’archivio, mentre FolderShare sincronizza Files che altri possono anche cancellare (perciò cancellare anche sul proprio PC appunto perché sincronizzato).

Powerfolder è un software open source che consente di sincronizzare le proprie cartelle su internet o rete locale, utilizzando una tecnologia peer-to-peer. La sua particolarità, che lo distingue da altri software p2p “classici”, risiede nella possibilità di sincronizzare cartelle tra diversi pc e di monitorare ogni cambiamento, aggiornando tutte le cartelle di conseguenza.
Il programma può risultare molto utile anche in ambito lavorativo, permettendo la sincronizzazione di files e cartelle anche su piattaforme diverse tra loro: infatti è disponibile per windows, linux e MacOS, anche in italiano. Richiede la Java Runtime Environment

In un comunicato stampa Google ha annunciato una implementazione che era molto attesa nella comunità degli utilizzatori di Google Maps.
Da oggi è possibile infatti includere una mappa di Google Maps in qualsiasi sito o blog senza dover conoscere l’uso delle API o del JavaScript, ma semplicemente copiando ed incollando un pezzo di codice HTML.
Le mappe di Google potranno essere condivise così come finora è stato fatto ad esempio con i video di YouTube o le foto di Flickr.
Per includere nel proprio blog una mappa è sufficiente navigare con Google Maps sul punto che ci interessa, cliccare su “Collegamento a questa pagina” (in alto a destra) e copiare il codice HTML che andrete poi ad incorporare nella vostra pagina web.
E’ anche possibile visualizzare un’anteprima e scegliere dimensioni personalizzate per la mappa che intendete esportare.
Nel resto del post potete vedere un esempio pratico.
Trattato da Downloadblog

No, non è uguale, ma molto simile !

Più raffinato di WebDAV (qui un Tutorial) e del Messenger messi insieme, TUBE offre molte possibilità.

Come si può vede dal video (ottima presentazione !) troviamo molte cose che abbiamo già fatto e molte che potremmo sviluppare in futuro.

Che jQuery stia spopolando ormai è chiaro a tutti. Ogni giorno viene rilasciato un nuovo plugin per il famoso framework javascript che sta sostituendo script.aculo.us e prototype in sempre in più applicazioni.

JQMaps è un plugin che permette di integrare tutte le potenzialità di Google Maps all’interno di una propria pagina usando pochissime righe di codice.
E’ infatti possibile aggiungere luoghi, immagini e testi alle proprie mappe indicando semplicemente latitudine e longitudine dell’area da utilizzare e dove andare a reperire eventuali informazioni aggiuntive.

Nonostante la pochezza della homepage del progetto lo script è ben documentato ed autoesplicativo e permette a chiunque abbia un minimo di dimestichezza con jQuery di utilizzarlo all’interno di un proprio progetto.

Google ha messo a punto una una strategia di offerta per il mondo delle aziende. Il primo buon proposito è un’appliance Google Search. Si tratta di un sistema hardware che nel cuore di un data center analizza la rete interna aziendale, replicando in piccolo quello che fa il motore di ricerca Google su tutto il web.

Aziende come Salesforce.com, Sas e Cognos possono ora approfittare dell’appliance per portare le ormai familiari funzioni di ricerca di Google in un settore, la ricerca dei dati, che negli ambienti aziendali non ha mai brillato per facilità d’uso. La chiave di volta di queste alleanze è la funzione Onebox nella versione Enterprise. Lo scopo degli sviluppi congiunti con le altreaziende del data mining, del Crm e della Business Intelligence è però quella di ottenere risposte all’interno dei firewall aziendali che comprendano non solo testo, ma anche immagini e grafici, contatti, ordini, informazionisul personale. Insomma spiegano in Google, lo scopo è di stanare le informazioni aziendali che stanno protette, ma segregate, all’interno dei tradizionali “silos” informativi di ogni azienda.

Da tempo Google vende diversi tipi di “macchine” di ricerca alle aziende per prezzi che partono da poco meno di 2.000 euro per il modello più piccolo, Google Mini, che, recentemente rinnovato, è disponibile anche in Italia con diverse versioni in grado di cercare da 50 mila a 300 mila documenti.

Nella nuova Google Search Appliance, oltre alle estensioni Onebox di cui si è detto, sono state rese disponibili nuove funzionalità che riguardano la sicurezza e l’autenticazione a livello enterprise con i protocolli Ldap e Saml, e le prestazioni elevate fino a 25 interrogazioni al secondo su un server e fino a 3 milioni di documenti su unico server.

http://www.google.it/enterprise/gsa/onebox.html

http://www.excarta.it/Introduzione/GoogleMini.pdf

http://www.smaunews.it/01NET/HP/0,1254,14_ART_80290,00.html?lw=2001