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TeamViewer

E’ un programma gratuito che permette di fornire assistenza remota. Per chi esegue l’Assistenza deve scaricare la versione completa mentre l’assistito (ovvero sul PC che da il permesso all’assistenza) dovrà scaricare il Modulo cliente.

Una volta che entrambi hanno scaricato ed avviato il rispettivo programma, il PC che ha richiesto l’Assistenza dovrà comunicare l’ID e la Password (comunicarli via mail, sms, o per telefono).

Le opzioni disponibili sono :

  • Supporto Remoto – Controllare il suo mouse e la sua tastiera
  • Presentazione – Far vedere solamente il vostro desktop
  • Trasferimento File – Per trasferire file da un PC all’altro

Ottimo e veloce programma. Da provare !

Sia in Windows XP che in Vista mancava una seria utility di sincronizzazione dei dati tra cartelle, ma ora con SyncToy, Microsoft ha risolto il problema. La funzione è davvero utile soprattutto oggi che moltissime persone usano contemporaneamente più computer e vogliono avere certi dati sempre disponibili su tutte le proprie macchine.

MailStore Home
La posta elettronica è un capitale accumulato nel tempo che va conservato gelosamente e attentamente. In questo senso disporre di strumenti utili ad archiviare i contenuti dei client di posta utilizzati per la raccolta e la gestione delle email può essere estremamente raccomandabile.

Tra quelli esistenti segnaliamo MailStore Home, un programma che permette di salvare gli archivi contenenti la posta elettronica basati su Outlook, Outlook Express, Windows Mail o Mozilla Thunderbird. Inoltre dà modo di importare dati da qualsiasi account POP3/IMAP come per esempio Gmail.

Si tratta di un’applicazione totalmente gratuita che aiuta ad analizzare il contenuto dei vari client e di riversarli, mediante masterizzazione, in supporti ottici come CD o DVD.

Fondamentale il fatto che tutte le mail vengono salvate in un formato MIME-compatibile, ossia in una modalità che ne permette il recupero in qualsiasi momento e con qualsiasi software.

L’installazione di MailStore Home presuppone la presenza nel sistema operativo di Microsoft Framework .NET 2.0. Se però l’installer dell’applicazione dovesse rilevare che il sistema ne è sprovvisto, si farà carico automaticamente di scaricarlo dalla rete e di installarlo.

L’archiviazione delle mail può anche essere selettiva: MailStore Home include infatti un potente strumento di ricerca che consente di settare una quantità di campi diversi in modo da identificare le mail che si vogliono salvare in copie di sicurezza.

Autore: Pierluigi Emmulo

BOTTEDIFERRO - Online storage
Botte Di Ferro punta molto sulla sicurezza: a partire dalla trasmissione criptata in SSL del file fino alla possibilità crittografare realmente i files, in modo che anche venendo a conoscenza della password per il download, il contenuto del file sarebbe ugualmente al sicuro.

E’ possibile creare cartelle e caricare facilmente files, anche utilizzando il drag&drop; successivamente questi file potranno essere resi pubblici o protetti da password.

Botte di Ferro è utilizzabile gratuitamente ma saranno disponibili anche piani a pagamento con spazio aggiuntivo (la versione free offre 1 GB di spazio, 10 GB di banda mensile e 30 MB max per singolo file).

By http://www.ictblog.it/

pixelcryptor.jpg

Questo programma (freeware) permette di creare cartelle che poi verranno cifrate attraverso un’immagine che sceglieremo noi. Quando poi, su un altro PC con lo stesso software installato si vorranno aprire queste cartelle, si potranno aprire solo con la stessa immagine scelta inizialmente per cifrare le medesime.

Il 2007 che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato l’anno peggiore dal punto di vista della perdita, da parte di enti governativi e società private, di dati personali dei cittadini e degli utenti.

Per dati personali intendiamo numeri di carte di credito, indirizzi, numeri di telefono, codici fiscali e tutto quello che può far risalire a una persona.
E purtroppo, il trend potrebbe essere negativo anche il prossimo anno.
Ultimamente governi, ministeri e enti di tutto il mondo stanno spendendo moltissimo denaro per aggiornare i medodi di crittazione e per installare firewall sempre più complessi, ma sembra che ormai sia troppo tardi.

Secondo uno studio pubblicato negli Stati Uniti, solo oltreoceano nel 2007 sono stati persi o rubati 79 milioni di dati; basti pensare che nel 2006 ne erano andati perduti “solamente” 20 milioni.

By http://www.downloadblog.it/

Wua.la Servizio di storage remoto che sfrutta il principio del P2P per salvare i nostri file.
Il concetto di fondo al servizio è molto semplice, ed è quello su cui si basano tutte le reti p2p, la condivisione della propria banda e dello spazio dell’hd sul proprio computer. Unica differenza è che Wua.la non è nato (solo) per condividere dati (immagini, filmati o altro) ma per preservare i propri file all’interno di una rete p2p massimizzando la sicurezza di non perderli.
Una volta scaricato il client (multipiattaforma) verrà chiesto di condividere dello spazio sul proprio harddisk, in base a quando spazio condividerete e per quanto tempo lo farete, avrete a disposizione uno storage di dimensioni fino al doppio di quello da voi configurato. Se ad esempio condividete 10Gb per 12h al giorno otterrete uno spazio di 15Gb, se invece il tempo di condivisione è di 24h otterrete 20Gb.
Naturalmente tutti i dati presenti sul vostro storage e su quello degli altri client Wua.la saranno criptati, al fine di garantire la privacy degli utenti.
E’ inoltre possibile condividere alcuni dei propri dati, o tutti, con un gruppo di amici oppure con l’intera comunità e effettuare ricerche fulltext su tutto quello che è presente nello storage.
Wua.la è un progetto p2p molto interessante anche se che funzionerà a pieno regime quando raggiungerà un buon numero di utenti, purtroppo però, a mio avviso, vista la possibilità di condividere con tutti i propri file diventerà un nuovo, ennesimo, normale client peer to peer da affiancare ad eMule o BitTorrent.

Carbonite si installa in pochi click e si esegue silenziosamente in background, creando la copia di backup di tutti i file di dati. È completamente automatico – una volta installato, Carbonite trova i nuovi file e quelli modificati e continua il backup ogni volta che il PC si collega ad Internet.
La capacità di storage è illimitata – l’utilizzatore non supera mai i limiti dell’abbonamento Carbonite, qualsiasi sia la dimesione dei dati salvati. Carbonite non interferisce mai con la velocità di navigazione Internet.
I dati sono cifrati prima di lasciare il computer locale e sono trasmessi al data center protetto di Carbonite utilizzando il protocollo HTTPS (SSL) per una privacy completa.

Google ha messo a punto una una strategia di offerta per il mondo delle aziende. Il primo buon proposito è un’appliance Google Search. Si tratta di un sistema hardware che nel cuore di un data center analizza la rete interna aziendale, replicando in piccolo quello che fa il motore di ricerca Google su tutto il web.

Aziende come Salesforce.com, Sas e Cognos possono ora approfittare dell’appliance per portare le ormai familiari funzioni di ricerca di Google in un settore, la ricerca dei dati, che negli ambienti aziendali non ha mai brillato per facilità d’uso. La chiave di volta di queste alleanze è la funzione Onebox nella versione Enterprise. Lo scopo degli sviluppi congiunti con le altreaziende del data mining, del Crm e della Business Intelligence è però quella di ottenere risposte all’interno dei firewall aziendali che comprendano non solo testo, ma anche immagini e grafici, contatti, ordini, informazionisul personale. Insomma spiegano in Google, lo scopo è di stanare le informazioni aziendali che stanno protette, ma segregate, all’interno dei tradizionali “silos” informativi di ogni azienda.

Da tempo Google vende diversi tipi di “macchine” di ricerca alle aziende per prezzi che partono da poco meno di 2.000 euro per il modello più piccolo, Google Mini, che, recentemente rinnovato, è disponibile anche in Italia con diverse versioni in grado di cercare da 50 mila a 300 mila documenti.

Nella nuova Google Search Appliance, oltre alle estensioni Onebox di cui si è detto, sono state rese disponibili nuove funzionalità che riguardano la sicurezza e l’autenticazione a livello enterprise con i protocolli Ldap e Saml, e le prestazioni elevate fino a 25 interrogazioni al secondo su un server e fino a 3 milioni di documenti su unico server.

http://www.google.it/enterprise/gsa/onebox.html

http://www.excarta.it/Introduzione/GoogleMini.pdf

http://www.smaunews.it/01NET/HP/0,1254,14_ART_80290,00.html?lw=2001

un nuovo sistema di sicurezza per l’archiviazione dati ed eviterà che preziose informazioni raccolte in anni di lavoro vadano perse a causa della rottura di un computer. Come? Semplicemente non salvando tutti i dati sullo stesso PC, ma spezzettandoli e archiviandone i frammenti sui calcolatori collegati alla rete.

Leggo da Technology-Review

Inversione di rotta
Preservare la sicurezza dei dati può essere altrettanto difficile che trasmetterli: chiedetelo a chiunque abbia lasciato un PDA sul treno o abbia avuto un blocco del disco rigido. Ciò che serve, dice John Kubiatowicz, un informatico di Berkeley, è un sistema per diffondere i dati in modo da non doverli trasportare fisicamente, che sia sempre disponibile, non soggetto a perdite o distruzione e inaccessibile alle persone non autorizzate.

Queste qualità sono presenti in OceanStore, un sistema di memorizzazione distribuita che è stato sperimentato anche su PlanetLab. OceanStore cifra i files – siano appunti o altri documenti, documentazione finanziaria o foto digitali, musica o videoclip – poi li suddivide in frammenti sovrapposti. Il sistema sposta continuamente i frammenti e li duplica su nodi diffusi in tutto il mondo. Il file originario può essere ricostruito anche con un sottoinsieme dei frammenti; pertanto è virtualmente indistruttibile, anche se viene meno qualche nodo locale. I nodi di PlanetLab possiedono generalmente una memoria che consente ad alcune centinaia di persone di archiviare la propria documentazione su OceanStore, spiega Kubiatowicz.

Per archiviare i dati di tutti gli utenti sarebbero probabilmente necessari milioni di nodi. L’obiettivo di Kubiatowicz è produrre software capace di gestire centomila miliardi di files o 10.000 files per ognuno dei 10 miliardi di abitanti del pianeta.

Per seguire le tracce dei dati distribuiti, OceanStore assegna ai frammenti di ogni singolo file il codice identificativo, un numero molto lungo chiamato Globally Unique Identifier. Quando un utente vuole ritrovare il file, il suo computer dice al nodo con OceanStore di cercare le copie più vicine dei frammenti con quel determinato ID e di metterli insieme.
La privacy e la sicurezza sono incorporate. Un utente alla ricerca del file deve prima fornire una chiave che è stata generata usando i tradizionali metodi di cifratura e memorizzata in un’area del suo personal computer protetta da una password. Questa chiave è composta di così tante cifre da risultare praticamente impossibile per altri indovinarla e ottenere un accesso non autorizzato. La chiave garantisce l’accesso alle directories di OceanStore che correlano i nomi in forma leggibile (per esempio, internet.draft) ai codici identificativi del frammento.

I codici ID sono poi usati per ricercare con OceanStore le copie più vicine dei frammenti necessari, che vengono di nuovo assemblati e decrittati. C’è anche un ulteriore livello di protezione: i codici ID sono generati dai contenuti dei dati al momento in cui sono stati salvati usando una funzione crittografica sicura. Come le chiavi cifrate, i codici sono talmente lunghi (160 cifre binarie) che anche i più avanzati supercomputer attuali non riescono a indovinarli o contraffarli. Pertanto se i dati recuperati da OceanStore hanno un ID inalterato, l’utente può essere sicuro che questi dati non sono stati cambiati o alterati.

Kubiatowicz vorrebbe che OceanStore diventasse una utility come il DSL o un servizio di Internet cablato, con i consumatori che pagano un accesso mensile. «Ipotizziamo che siete appena tornati da un viaggio e abbiate una macchina fotografica digitale piena di foto», egli dice. «Una possibilità è scaricare queste immagini sul computer domestico o registrarle su un CD. Una seconda opzione è mettere queste immagini in OceanStore. È sufficiente copiarle in una parte del vostro disco rigido e i dati vengono replicati efficacemente su scala globale». Questa opzione potrebbe essere disponibile entro 3-5 anni, sostiene Kubiatowicz, ma nel frattempo devono accadere almeno due cose. In primo luogo, il suo gruppo deve produrre versioni più solide del codice di OceanStore. In secondo luogo, qualcuno deve garantire abbastanza nodi da allargare il sistema fino a una scala utile. Questo qualcuno sarà probabilmente un’azienda privata interessata a entrare nel settore della memoria distribuita, prevede Kubiatowicz. «Immagino che OceanStore possa diventare il primo investimento della prossima startup come Hotmail», egli conclude.

Oltre a garantire una memorizzazione distribuita e sicura, OceanStore probabilmente renderà ogni computer simile al vostro personal. Al suo prossimo livello di sviluppo, esso potrà memorizzare tutto il vostro ambiente di lavoro – il PC da tavolo, più tutte le applicazioni e i documenti che avete aperto – in rete e ricostruirlo dietro richiesta, da qualsiasi terminale Internet. Questo tipo di capacità potrebbe essere utile a un uomo d’affari sempre in viaggio, al medico che ha bisogno di consultare immediatamente una cartella clinica o a un fornitore che vuole controllare un documento. Diverse aziende sono impegnate a raggiungere questo obiettivo. Intel lo chiama Internet Suspend/Resume e i ricercatori di Sun stanno sperimentando differenti approcci alla «mobilità del desktop». Ma PlanetLab potrebbe fornire l’infrastruttura che rende possibile questa tecnologia, offrendo uno strumento per gestire le grandi quantità di dati – forse decine di gigabyte – richieste dagli utenti dei personal computer.